I materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (MOCA) rappresentano un elemento centrale nella tutela della sicurezza alimentare e nella conformità normativa delle imprese del settore agroalimentare. Imballaggi, contenitori, utensili, macchinari e superfici a contatto con gli alimenti possono infatti influenzare direttamente la salubrità del prodotto finale, rendendo indispensabile un quadro normativo chiaro, aggiornato e correttamente applicato.
Negli ultimi anni l’attenzione delle autorità europee si è concentrata in modo crescente sulle sostanze chimiche utilizzate nella produzione dei MOCA, in particolare sul bisfenolo A (BPA), composto ampiamente impiegato in passato per la produzione di plastiche e rivestimenti, ma oggi considerato critico per i suoi potenziali effetti sulla salute umana.
In questo contesto si inseriscono i nuovi orientamenti europei emanati per supportare gli operatori economici nell’applicazione del divieto di utilizzo del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti. Tali orientamenti si collocano nel solco delle iniziative promosse dalla Commissione europea per rafforzare la protezione dei consumatori e garantire un elevato livello di sicurezza lungo tutta la filiera alimentare.
Il nuovo quadro normativo non si limita a vietare l’impiego intenzionale del BPA nel prodotto finito, ma estende l’attenzione all’intero processo produttivo, includendo materie prime, semilavorati, vernici, resine, adesivi e inchiostri. Questo approccio impone alle aziende una valutazione più approfondita della propria supply chain e una maggiore responsabilità nella selezione dei fornitori e dei materiali utilizzati.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il periodo transitorio, pensato per consentire alle imprese di adeguarsi progressivamente alle nuove disposizioni. I materiali e gli oggetti MOCA fabbricati prima dell’entrata in vigore del divieto possono continuare a essere commercializzati per un tempo limitato, purché siano garantite la tracciabilità e la conformità alle condizioni previste dalla normativa. Ciò offre un margine operativo importante, ma richiede comunque una gestione documentale accurata e un costante monitoraggio.
I nuovi orientamenti forniscono inoltre chiarimenti utili sul tema delle tracce non intenzionali di BPA e su eventuali deroghe, aiutando gli operatori a interpretare correttamente requisiti spesso complessi e tecnicamente articolati. Sebbene tali documenti non abbiano valore giuridicamente vincolante, essi rappresentano uno strumento fondamentale per uniformare l’applicazione delle regole e ridurre il rischio di non conformità durante i controlli ufficiali.
Per le aziende alimentari e per i produttori di materiali a contatto con alimenti, questi aggiornamenti normativi si traducono nella necessità di rafforzare i sistemi di autocontrollo, aggiornare le dichiarazioni di conformità MOCA, rivedere le specifiche tecniche e formare adeguatamente il personale coinvolto. La corretta gestione dei MOCA non è solo un obbligo di legge, ma un fattore strategico per la tutela del consumatore, la reputazione aziendale e la continuità operativa sul mercato europeo.
In conclusione, i nuovi orientamenti sul BPA rappresentano un ulteriore passo verso un sistema alimentare più sicuro e trasparente. Comprenderne il significato e applicarli correttamente consente alle imprese di anticipare i cambiamenti normativi, ridurre i rischi e dimostrare un impegno concreto verso la sicurezza e la qualità dei propri prodotti.